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La Gestione Commesse, La Gestione Cantieri e L’Area Tecnica

Articoli, Commesse e Lavori Edili

 

I Commerciali hanno sfondato, Capi Commessa, Capi Cantiere, Tecnici conquistano il territorio

Il processo di esecuzione della Commessa Edile

Dopo che Commerciali, Preventivisti, addetti all’Ufficio Gare sono riusciti a prendere il lavoro, si passa alla fase di Esecuzione, dove entrano “in partita” gli operativi: Capi Commessa, Capi Cantiere e Tecnici.

Capo Commessa
Elemento di base dell’Azienda Edile è la Commessa che viene acquisita, il “Lavoro” che entra.
La Commessa Edile ha una sua caratteristica ben precisa: bisogna fare una cosa entro una certa data a un certo prezzo. Per fissare il prezzo l’Impresa Edile ha stimato un costo.
Compito del Capo Commessa è realizzare questi obiettivi. Dovrà portare la cosa a compimento, entro la data stabilita e consumare costi in misura non superiore a quanto stabilito.
Questi tre parametri della Commessa Edile il Capo Commessa non può cambiarli, perché gli sono stati assegnati. Ma può scegliere il percorso con cui arrivarci. Non deve infatti rispettare un percorso, ma deve raggiungere un obiettivo.
Egli deve quindi essere persona molto strutturata per pianificare l’intero ciclo della Commessa Edile, dalla fase Tecnica alla preparazione del Cantiere, poi all’esecuzione e la fase di collaudo.
Ma in mezzo a questa pianificazione ci sono i “movimenti tellurici”della Commessa Edile. Per esempio gestendo la variabile, spesso incontrollabile, della burocrazia. E tutti i contrattempi quotidiani, dipendenti che non vengono, fornitori in ritardo, attività più lunghe del normale … come dice la “Legge di Murphy” se una cosa può andare storta, state sicuri che lo farà … E in tutto questo il Capo Commessa deve essere molto poco strutturato per inventarsi tutte le soluzioni. Ecco il difficile lavoro del Capo di una Commessa Edile: essere una cosa … e il suo contrario …
Alla fine conta solo una cosa: la nostra Commessa Edile è stata collaudata, entro il giorno di scadenza e è costata quello che si era preventivato? La domanda è a risposta chiusa: SI o NO …

Nella sua attività il Capo Commessa Edile può interpretare in modo errato il proprio ruolo.

Rischio 1: Il Capo Commessa pensa solo alla sua Commessa
L’Azienda Edile ha acquisito un lavoro e lo affida al Capo Commessa. Lui pensa solo a quello, prenota materiali, macchinari e personale anche se forse non gli servono, ma almeno li ha pronti. Si accaparra mezzi anche se non li aveva prenotati, si impunta con la Direzione per avere priorità sugli altri Capi Commessa.
Alla fine centra gli obiettivi, ma a spese di tutte le altre Commesse. Insomma lui ha vinto, ma ha fatto perdere gli altri e quindi l’Azienda Edile.

Rischio 2: Il Capo Commessa si limita a prendere atto di quello che succede
Quando l’Azienda Edile acquisisce un lavoro lui osserva che la data non è possibile rispettarla e “sui costi … vedremo!”. Poi assume un atteggiamento passivo, limitandosi a smaltire le cose che gli passano davanti, senza incidere con la sua azione. Amministra in pratica la routine, vive per default. Magari tecnicamente è competente, ma lui non deve fare il tecnico, deve conseguire gli obiettivi. E quando non arriva allarga le braccia elencando le scuse con convinzione e dovizia di particolari …

Capo Cantiere

Il Capo cantiere gestisce la fase veramente esecutiva del Lavoro Edile, quando avviene il “Cantieramento”.
Il suo ruolo è più esecutivo di quello del Capo Commessa. Talvolta è lo stesso capo Commessa che svolge il ruolo di Capo Cantiere, altre volte il Capo Cantiere risponde, cioè dipende, dal Capo Commessa.
Egli è a diretto contatto con le persone che operano nel Cantiere, siano essi dipendenti, fornitori, terzisti o professionisti.
Deve essere persona operativa, con capacità di relazione ma anche di direzione. Anche lui deve gestire i mille contrattempi che vanno a smontare qualsiasi pianificazione.

Anche il Capo cantiere, nella sua attività, può interpretare in modo errato il proprio ruolo.

Rischio 1: Il Capo Cantiere Fraternizza o si Scontra

Come ogni leader intermedio deve essere “vicino e lontano” allo stesso tempo con le persone che con lui interagiscono. Vicino per capire le problematiche e motivare le persone, lontano perché non è uno di loro, ma un “Capo”. Il rischio è non mantenere questo equilibrio, certamente non facile. Fraternizzare troppo significa andare in Direzione a sostenere sempre e comunque le istanze delle Risorse Umane del Cantiere.
Sposare in modo acritico le loro lamentele, dimenticando il proprio ruolo di ponte tra loro e l’Azienda. All’eccesso opposto essere troppo lontano da loro, distaccato, con frequenti scontri o comandi autoritari, che ne minano la credibilità e demotivano le persone.

Rischio 2: Il Capo Cantiere si isola

L’attività del capo cantiere ha una caratteristica che può influire negativamente sul suo operato: la distanza. Il cantiere è spazialmente distinto dalla Sede, bastano pochi chilometri per farne un’Area separata e, spesso, isolata.
Il Capo Cantiere comincia a sentirsi solo, autonomo, indipendente. Questo può portarlo a pensieri di autocommiserazione ”In Sede parlano bene dietro a una scrivania mentre io qui sono in trincea”) oppure di tentazione nel prendere iniziative che non gli competerebbero (“Decido io, io so come fare”).
Sintomi di questo rischio il ritardo nel comunicare i dati del Cantiere (“Tanto non mi servono, so io come fare”) o la passività nell’affrontare problematiche (“Non ci sono soluzioni e io qui sono solo”).

Personale Tecnico

Il Personale Tecnico che opera in Sede, sia esso Ingegnere, Geometra, Perito o quant’altro, ha una funzione importante, in quanto procede alla progettazione operativa e a dirimere le questioni tecniche che si presentano di volta in volta. La sua caratteristica è quella di essere competente ma anche pragmatico.
Nel suo ruolo di progettista deve tenere presente anche il costo per l’azienda, che spesso si manifesta nel non cercare soluzioni complesse, inutilmente innovative (innovative si ma non inutilmente …).
Nel suo ruolo di gestire i problemi tecnici che si presentano di volta in volta deve essere un agevolatore dei processi, trovando soluzioni affinché il lavoro vada avanti regolarmente.

Anche il Tecnico , nella sua attività, può interpretare in modo errato il proprio ruolo.

Rischio 1: Il Tecnico pensa: “Sono bravo solo io e lo dimostro”
Dall’alto delle sue competenze ritiene di non abbassarsi al livello degli altri. La sua attività non è quindi quella di agevolare, ma di dimostrare come solo lui sia competente. La sua figura tende a isolarsi un una realtà autoreferenziale. Questo danneggia i processi e tende a isolarlo sempre più innescando un circolo vizioso di non comunicazione.

Rischio 2: Il Tecnico svolge una progettazione difensiva
Nel progettare e nel risolvere i problemi tende a proteggersi da responsabilità e conseguenze. Se fino a un certo livello questo è legittimo, non deve essere l’unico fine del tecnico. Nella progettazione abbondare con cautele porta a sconfinamenti anche rilevanti nei costi, nella risoluzione dei problemi la cautela eccessiva porta alla paralisi dei processi e delle attività.

 

 

 

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